La scampagnata di Alemanno
Il sindaco di Roma è appena tornato dal ormai classico viaggio che ogni anno il sindaco vuole, nel suo caso, deve, fare nei campi di sterminio nazisti di Auschwitz. Durante la scampagnata, accompagnato da due ragazzi rom, due musulmani, dal presidente della comunità ebraica romana e da 250 studenti di licei romani Gianni Alemanno ha deposto una corona di rose bianche sul Muro della Morte e ha affermato: “Condanno Nazismo e Fascimo”.
Un bel passo in avanti considerando quello che diceva e faceva solamente qualche anno fa. Ma senza tornare indietro negli anni in cui venne accusato di aver partecipato insieme ad altri 4 briganti di aver assalito un giovane manifestante, senza tornare indietro negli anni in cui venne fermato perchè accusato di aver lanciato una molotov contro l’ambiasciata URSS a Roma, senza tornare indietro negli anni in cui venne fermato per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, e tentato blocco di corteo ufficiale, in occasione della visita del Presidente degli Stati Uniti d’America, George H. W. Bush al cimitero di guerra americano, possiamo ricordare le esternazioni di qualche mese fa: quando compì una trasferta a Israele disse: “Il fascimo non è stato male assoluto, è stato storicamente positivo il processo di modernizzazione, il fascismo è stato fondamentale per modernizzare l’Italia”. Ma si sa, la storia si dimentica facilmente, ci vuole poco per scordare di Gramsci e Matteotti, è passato cosi tanto tempo. Da sempre il Fascimo e l’Antifascimo in Italia sono bandiere che svolazzano, prima di qua e prima di la, con Craxi si rileggeva il fascimo in una maniera diversa, seguendo le idee dello storico De Felice, non si poneva più l’antifascimo come base del nostro stato costituzionale, si elogiano i ragazzi di Salò per la loro caparbietà e molto molto altro. Ma noi non dimentichiamo i saluti romani fatti da alcuni cittadini al campidoglio durante l’affaccio dal balcone di Alemanno, noi non scordiamo il fatto che Alemanno non critichi la politica storica e vissuta di Almirante, ma che addirittura voglia intitolargli una strada, noi non scordiamo la croce celtica appesa al suo collo giorno e notte. Si stava meglio quando si stava peggio. Quando si poteva di essere fascisti in santa pace, vero Alemanno?

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